Un racconto cuckold di cornutofelice_bs
Sono Marco, 47 anni, faccio il commerciale di materiale idraulico e giro le province di Brescia e Bergamo, mia moglie Lorena ne ha 45 e lavora in uno studio dentistico in città, siamo sposati da 21 anni, abitiamo a Mompiano e i figli sono grandi e vivono fuori, tre anni fa abbiamo fatto il patto, lei ha Ivan che ha un'officina di gomme a Rovato e io ho Sonia, una farmacista di Chiari separata che vedo il martedì in pausa pranzo, ci diciamo tutto e fino a questa estate pensavo di non essere piu geloso di niente.
Due volte l'anno andiamo a una festa privata da Gualtiero sopra Padenghe e il sabato della festa per noi è sempre uguale, nel pomeriggio le preparo il bagno, poi la depilo dove mi dice lei, la fica tutta liscia e un po di gamba, poi seduto sul bordo della vasca con i suoi piedi sulle ginocchia le metto lo smalto rosso, è la mia parte e non la lascerei a nessuno, lei intanto tira fuori il vestito che tanto è sempre quello, nero, allacciato davanti con un laccio solo, che le lascia fuori mezze tette, e mia moglie ha una quinta abbondante che dopo due figli è ancora lì, morbida e pesante, io ne sono fiero e lo dico a chiunque gliela guardi, davanti allo specchio dell'ingresso io le dico stasera sei di chi vuoi tu e lei risponde e tu stasera guardi, ci sfiliamo le fedi e le metto tutte e due nella tasca interna della giacca, sempre la stessa, quella a sinistra. In macchina sulla Gardesana le ripeto le regole anche se le sappiamo a memoria, si gioca solo col braccialetto verde, si dice tutto, si torna a casa insieme.
Gualtiero ci apre lui come sempre, controlla la lista, ci lega i braccialetti di stoffa, verde chi gioca e rosso chi guarda soltanto, e ci ricorda che in casa sua basta dire Garda e si ferma tutto, le mascherine sono per chi le vuole e noi non le mettiamo mai, Ivan era già vicino alla piscina, mi ha dato la mano come fa sempre, poi ha baciato mia moglie sul collo e io ho guardato il petto di lei che si alzava col respiro, è la prima cosa che guardo ogni volta. Io sono andato con Sonia sul divano basso del salone, le ho tirato fuori le tette dal top, lei rideva forte come fa lei, mi ha slacciato i pantaloni, ero tranquillo, padrone di tutto, poi a un certo punto Sonia si alza, attraversa il salone, va da mia moglie e davanti a tutti le tira il laccio del vestito, le tette le cadono fuori e Sonia gliele prende in mano tutte e due e le pesa, e Lorena invece di dire che le donne non le interessano, come ha sempre detto, ride e la bacia in bocca con la lingua. Lì mi si è chiuso lo stomaco, non per Ivan che è previsto, ma perché Sonia era la mia e adesso se la prendeva lei, ho pensato davvero di dire Garda e andarmene in macchina ad aspettare, mi dava fastidio perfino come si strusciavano una contro l'altra, capezzolo contro capezzolo, tutte e due che se ne vantavano.
Sono saliti al piano di sopra e la porta l'hanno lasciata aperta, io li ho seguiti e mi sono seduto sulla poltrona a due metri dal letto, Ivan si è steso, mia moglie gli è salita sopra di schiena, si è infilata il cazzo nella fica tutto in una volta e poi è andata giù all'indietro col busto sul petto di lui, gambe larghe verso di me, e io vedevo tutto, il cazzo grosso di Ivan che entrava e usciva con la fica aperta e bagnata intorno, le tette che ballavano verso il soffitto a ogni colpo e lui che gliele stringeva da sotto con quelle mani da gommista, poi Sonia si è inginocchiata tra le gambe di tutti e due e leccava lei e lui insieme, la lingua sul clitoride di mia moglie e poi giù sulle palle di Ivan e di nuovo su. La rabbia mi è diventata un'erezione che mi faceva male, mi sono ritrovato il cazzo in mano senza nemmeno decidere di tirarlo fuori.
Mia moglie mi ha guardato da sotto in su e mi ha chiesto "sei geloso?", ho detto di sì, e lei "allora guarda bene". Si è girata, ha messo Sonia a quattro zampe sul bordo del letto, le ha aperto le chiappe con le mani e le ha leccato il culo a lungo, con la lingua dentro, mentre Ivan da dietro scopava lei, e Sonia gemeva col culo all'aria, poi mia moglie mi ha fatto segno di venire e ci siamo messi in due sulle stesse chiappe, le facce vicine, le lingue nel culo di Sonia una dopo l'altra, e ci siamo baciati col sapore di lei in bocca, una cosa che in ventun anni non avevamo mai fatto. Sonia voleva di più, mi sono messo dietro e gliel'ho infilato nella fica, e mia moglie con una mezza risata mi ha aperto le chiappe e mi ha passato la lingua sul buco mentre me la scopavo, anche questa mai fatta prima, sono venuto dentro Sonia guardando Ivan che sborrava sulle tette di mia moglie, schizzi grossi che le colavano giù fino alla pancia, e quella gelosia di un'ora prima adesso mi faceva godere come un porco. Ivan prima di andare mi ha dato la mano.
Siamo rientrati alle tre e mezza, in macchina zitti, la sua mano sulla mia coscia per tutta la strada, a casa le ho pulito il petto con un asciugamano bagnato, piano, una tetta alla volta, poi ho tirato fuori le fedi dalla tasca e ce le siamo rimesse a vicenda davanti allo specchio, lei ha detto ho guardato anche io e io ho detto sei mia. La domenica mattina a colazione mia moglie mi ha chiesto se la prossima volta poteva invitare Sonia a casa nostra, senza uomini.
Adesso il martedì Sonia viene a pranzo da noi e io non so più bene di chi è l'amante, a settembre c'è un'altra festa da Gualtiero. A voi è capitato di tornare gelosi dopo anni? Se vi interessa vi racconto la prima volta di Sonia a Mompiano.

