Un racconto cuckold di Zak
Lo desideravo da tempo, ma Anna, mia moglie, sembrava riluttante per vari motivi. Perseverando, però, sono riuscito a convincerla a incontrare un nostro amico comune: Marco, quarantacinque anni, separato, che da tempo la corteggiava discretamente. Non è stato difficile, alla fine, organizzare un sabato pomeriggio a casa nostra.
Anna sedeva sul divano tra me e lui, visibilmente in imbarazzo, mentre Marco la fissava con un’ingordigia che non si curava più di nascondere. Parlavamo del più e del meno, una conversazione fatta di pause e sguardi, finché a un certo punto ho baciato mia moglie e ho fatto cenno a lui di raggiungerci, di baciarla insieme a me.
Quando ha sentito le labbra di Marco sulle sue, Anna ha iniziato a ricambiare con un trasporto che tradiva un desiderio trattenuto troppo a lungo. Da quel momento ho lasciato che lui andasse oltre. Con un’emozione che mi scuoteva dentro, l’ho visto insinuare la mano tra le gambe di lei: Anna, stravolta, si è lasciata masturbare sotto il mio sguardo, oscenamente, finché presa da un desiderio ormai incontenibile gli ha permesso di sfilarle lo slip.
Senza il coraggio di dire una parola, guardavo Marco farsi sempre più audace: ha guidato la mano di Anna verso la cerniera dei pantaloni, lasciando che lei stessa estraesse il suo membro già gonfio d’eccitazione, poi le ha preso il capo tra le mani e l’ha spinta dolcemente a prenderlo in bocca. Guardavo sconvolto mia moglie, completamente abbandonata al momento, leccarlo e succhiarlo con un’avidità che non le conoscevo, gemendo di piacere nel sentirsi riempire la bocca da quel sesso enorme.
«Brava, tesoro, fai vedere a tuo marito quanta voglia hai. Dimmi che mi vuoi… dillo!»
Non capivo più niente, lo giuro: ero sprofondato in una libidine animalesca. Anna, senza più alcun ritegno, lo masturbava con foga, e quando Marco le ha detto che voleva prenderla, lei mi ha cercato con lo sguardo, intensamente, come per chiedermi: «Lo vuoi anche tu?»
Con la voce rotta dall’emozione mi sono rivolto a lui: «Falla godere. Mi eccita da impazzire vederla così. Prendila adesso, so quanto le piace essere posseduta — soprattutto da te.»
Marco, fuori di sé, le ha allargato le gambe e si è messo a leccarla, sentendola mugolare di desiderio, poi le ha affondato dentro quel suo sesso enorme, tutto, fino in fondo, mentre lei sospirava e rantolava di piacere a ogni spinta sempre più profonda e decisa.
«Sì… sìììì, mamma mia che bello…» gemeva lei, completamente abbandonata contro di lui, mentre Marco, voltandosi verso di me, mi diceva: «La senti come gode?»
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