Una fantasia cuckold di Marina_cuckquean
Mi chiamo Marina, ho 46 anni, mio marito Ezio ne ha 49, siamo sposati da 22 anni e stiamo a Rivarolo. Vi dico subito una cosa così non mi scrivete per chiedermi i dettagli: non l'abbiamo mai fatto. È una fantasia, ce la raccontiamo a letto, solo a parole. Però è mia e non l'ho mai detta a nessuno tranne a lui, quindi eccola.
È nata due anni fa per scherzo. Eravamo a letto e Ezio mi fa "ma a te darebbe fastidio vedermi con un'altra?". Io pensavo di arrabbiarmi, invece mi son trovata bagnata come non mi capitava da anni. Belin, mi son vergognata. Lui se ne è accorto subito con la mano e da quella sera c'è Nadia.
Nadia ce la siamo inventata insieme, pezzo per pezzo. Ha 31 anni, fa la OSS in ospedale, abita a Sestri Ponente e ha quell'accento del ponente che strascica. Capelli corti ossigenati, una rondine tatuata sulla caviglia. Mi chiama "signora" ma lo dice prendendomi in giro. A volte nel gioco i ruoli si girano e il cornuto lo fa Ezio, però quella che preferisco io è questa.
Comincia sempre uguale, la domenica sera dopo cena. Ezio a letto fa schioccare la lingua piano, tic tic tic, e io lo so già cosa vuol dire. "Te la ricordi Nadia?"
Torniamo da una cena in Piemonte, è novembre, quasi mezzanotte. Nadia è seduta dietro. Scendendo dal Turchino verso Voltri Ezio accosta in una piazzola, c'è il guardrail, il bidone della rumenta, giù in fondo le luci di Genova. Mette le quattro frecce. Tic tac, tic tac.
Nadia mi dice "scendi e tienimi aperta la portiera, signora". E io scendo. Fa un freddo cane, ho il cappotto chiuso fino al collo e tengo la portiera come una cameriera. Dentro di me dico grazie. Lo so che è strano ma è proprio così, ringrazio di poter stare lì. Mi sento benedetta a guardarli, ecco, l'ho detto.
Ezio scende, è grosso, ha ancora le spalle di quando faceva canottaggio. Prende Nadia di peso come fosse niente e la appoggia contro la fiancata della macchina. Lei gli stringe le gambe intorno ai fianchi, ha la gonna tirata su e niente sotto. "Marina, stammi dietro e tienimi su i pantaloni" mi dice lui piano, senza alzare la voce. Io mi metto dietro e glieli reggo abbassati a metà coscia, con le mani gelate.
Lui la scopa così, tutta in braccio, lei non tocca terra. Sento il rumore della carne che sbatte e le quattro frecce che continuano, tic tac, arancione sul guardrail. "Adesso vieni qua davanti e dimmi cosa vedi" dice Nadia. Io mi sposto e lo dico ad alta voce, col fiato che fa il fumo: "vedo il cazzo di mio marito che ti entra tutto, che esce bagnato, vedo che ti apre". Lei ride e dice "brava signora".
A un certo punto un furgone rallenta, i fari ci prendono in pieno. L'uomo dentro guarda bene, e io in quel momento non ho paura. Mi sento orgogliosa, come dire guarda che uomo ho io, guarda cosa si prende. Il furgone riparte e se ne va.
Fa troppo freddo e ci spostiamo sul sedile dietro. Ezio si mette sdraiato di fianco dietro di lei, a cucchiaio, e io mi inginocchio sul tappetino. Nadia mi dice "tienimi su la gamba, che così entra di più". Le prendo la caviglia con le due mani, proprio quella con la rondine, e gliela tengo alta.
Ho il cazzo di Ezio a pochi centimetri dalla faccia. Lo vedo entrare e uscire lento, poi più forte, lei bagnata che cola sul sedile. Le frecce le sento ancora, anche dentro la macchina. Ezio mi guarda e dice "brava, tienila ferma". E io gli rispondo "grazie". Ogni volta che me lo dice io dico grazie, non riesco a fare diversamente.
Quando viene, viene dentro di lei, si ferma tutto spinto e fa quel verso che conosco da ventidue anni. Nadia respira forte, poi gira la testa e mi dice "adesso puliscili tutti e due, signora". E io lo faccio, prima lui e poi lei, con la lingua, senza fretta, il sapore di tutti e due insieme.
Poi si torna nel letto vero. Di solito a quel punto io sono già venuta due volte con le dita di Ezio, che mi ha toccata per tutto il tempo che parlava. Lui mi bacia sul collo e mi dice "la prossima volta la facciamo diventare vera". Io non gli rispondo mai. Non so se lo voglio davvero o se mi basta così.
Per adesso resta una fantasia, ma ogni volta che passiamo dal Turchino guardo le piazzole e Ezio ride. Ci sono altre donne qua che si eccitano a immaginare il marito con un'altra? Scrivetemi, mi sentirei meno strana.


