Al cimitero dopo la processione

Sono R., vengo da Ostia e oggi vi racconterò la mia personale esperienza cuckold, avvenuta il venerdì Pasquale dell’anno scorso, precisamente il 19 aprile 2023. Eravamo io e la mia compagna M., nella consueta parentesi della Processione.

La nostra altalenante vita di coppia

La nostra storia durava ormai da 4 anni.
I primi due anni sono stati caratterizzati da grande amore, e lasciatemelo dire, da meravigliose scopate.

M. era la classica brava ragazza che, quando si spogliava, diventava il diavolo sceso in Terra.
Bionda, di media altezza, con occhi azzurri, seno normale e un gran culo. Ci piaceva fare di tutto: dai pompini alle leccate di figa infinite, dal sesso vaginale più vario al sesso anale più violento, senza tralasciare catene e manette. Insomma, avevamo una vita sessuale movimentata.
Nell’ultimo anno e mezzo, però, le cose erano cambiate.

Sarà stato per gli impegni di lavoro, sarà stata la voglia di lei di fare una famiglia, o forse perché la mia voglia di scopare non era più compatibile con la sua.
Eravamo entrambi credenti, tanto è vero che la prima volta che ci siamo visti è stata al catechismo, quando eravamo ancora dei bambini. Ci conosciamo praticamente da una vita!

Il flirt che non ti aspetti

Da mesi, ogni benedetta domenica a Messa, non facevo altro che scambiarmi sguardi con C., l’ex moglie di uno dei miei migliori amici.

La loro era una storia di alto tradimento: lei lo aveva tradito con praticamente tutto il CDA dell’azienda per cui lavorava.

A me, solo a pensare a questa scena, mi diventava duro da impazzire. Inizia la processione, e me la trovo accanto; nemmeno il tempo di iniziare a camminare che mi dà un colpetto col gomito e mi fa il segno del morso sul labbro. Si sudava quella sera, ma a Ostia da marzo in poi, è così.

Era quel caldo umido, però, che poteva portare pioggia da un momento all’altro. Sulla mia sinistra, la mia compagna a braccetto, concentratissima a seguire la preghiera del Parroco.
C. era una donna di gran classe, colta, vestita sempre tutta griffata dalla testa ai piedi, educata, e con una voglia di cazzo fuori dal normale.
Da quando aveva divorziato poi, era impagabile; tutto il gruppo del calcetto del lunedì sera se l’era ormai fatta. La classica donna che non si trascura mai: sempre abbronzata, mani curate con smalti rossi che definirli arrapanti è dir poco, capelli sempre perfetti e due occhi che fanno letteralmente impazzire. Neri come il tizzo, ti fulminava con lo sguardo. Insomma, una vera figa. Culo da paura, tette che sembrano disegnate a mano, e quell’aria da milf che solo a vederla ti parte l’embolo. L’avevo già intravista nei siti d’incontri occasionali su cui sono finito “per sbaglio”, sotto falso nome.

Non ho mai tradito la mia compagna, ma una sega sulle foto di queste donne alla ricerca di avventura, non me la nego. Facendo finalmente tappa con la Processione al cimitero comunale, avevamo ormai camminato per circa due chilometri.
Di solito, arrivati a quel punto, solo in pochi facevano ritorno alla Chiesa col Parroco. Inutile dirlo, la mia compagna doveva essere tra quei pochi intimi.
Io non ce la facevo più: tra il caldo, il pensiero nelle mutande per C., e M. che provava a portarmi con sé, stavo andando fuori di testa. Mi rifiuto di proseguire la Processione e dico a M. che ci saremmo visti alla macchina, parcheggiata proprio al cimitero, dato che avevo previsto che sarebbe finita in quel modo.

L’incontro proibito

Riparte la processione, finalmente.
Avevo almeno un’ora di tempo libero, mi accendo una sigaretta. Neanche il tempo di fare il primo tiro che sento:
“Hey, hai da accendere?”.
Era C.
Dentro la mia testa vedevo già il film di lei a pecorina nel sedile dietro della mia auto, e le porgo con un mezzo sorriso l’accendino.
Fu così che lei inizia a parlarmi del più e del meno, del lavoro, di suo figlio ecc. Inizia una piacevole conversazione, fino a quando non mi dice “insomma, stai aspettando tua moglie che finisce la processione… Che noia!“.
Tempo 0,5 secondi e sento già pulsare il sangue e un brivido mi scorre dal collo alle caviglie. Le uniche parole che mi escono sono “Già… Tu che fai ora?”.
Sembravo un pesce lesso, per fortuna che è lei a prendere iniziativa e inizia a far scorrere la sua unghia perfettamente curata lungo il mio viso, poi sul collo, fino all’addome. Mi risponde “Non saprei, dovrei andare a casa, ma ho la macchina parcheggiata lontano. Mi accompagni?“.

Avevo il cazzo incredibilmente duro, quasi tremavo dall’eccitamento, ma allo stesso tempo ero impaurito. Non mi ero mai trovato in una situazione del genere! Il contesto era normale, ma il mio pensiero fisso mi portava solo ad immaginarmi lei che godeva con me sopra. Penso nel frattempo che M. ha ancora più di un’ora di processione e che se accompagnassi C. alla macchina nemmeno si accorgerebbe.
Le dico quindi “Sì, che problema c’è, anche perché si sta annuvolando il cielo”. Finiamo la sigaretta, due chiacchiere (che nel frattempo si erano fatte sempre più interessanti) e andiamo in macchina. Parcheggio buio, 4 macchine totali. È un cimitero. Neanche il tempo di mettere la cintura che lei monta direttamente su di me. Aveva un vestito che le arrivava al ginocchio, sento sul mio cazzo duro la sua figa caldissima: è stato tra i momenti più eccitanti della mia vita. Inizia a leccarmi il collo ed è subito lingua in bocca.

Esiti di una passione incontrollabile

Calda da morire, sudava e nonostante ciò aveva un profumo talmente intenso che al solo olfatto le leccheresti la figa per ore. Inizia a slacciarmi la cintura, nella mia testa non vedevo altro, quasi mi ero totalmente isolato dalla situazione in cui stavo.
Le propongo di andare dietro e senza esitazioni siamo entrambi nei sedili posteriori della macchina. Era mesi che non aspettavo altro, la sdraio e le alzo la gonna. Quando ho visto quel perizoma in pizzo nero e la figa bagnata pronta per essere scopata, mi sembrava di sognare. Sfilo piano il perizoma: figa curatissima, profumava in modo pazzesco, non c’era un pelo fuori posto, il tempo di realizzare che già ero con la lingua sul suo clitoride. Non avevo mai visto qualcuno godere in quel modo, mi strappava i capelli da quanto era eccitata, un quarto d’ora della leccata di figa più desiderata della mia vita. A un certo punto mi spinge.
“Adesso a te ci penso io.”
Estrae il pene dalle mie mutande, sposta i capelli tutta da una parte e inizia con quello che ho classificato come il pompino più bello in assoluto. Cappella, palle e via via anche più sotto, nessuno aveva apprezzato mai le mie parti intime in quel modo. Godevo al punto che stavo per venire, tant’è che per non rischiare la figuraccia, le tiro i capelli con pacata violenza e, guardandola negli occhi, le faccio capire che è arrivato il momento di scopare.
Mi spoglio completamente, con lei che tira fuori seno, culo e figa. Quel vestito era diventato praticamente un pezzo di stoffa intorno alla pancia. Sento che intanto fuori inizia a piovere, nemmeno penso a ciò che sta per accadere. Infilo il cazzo senza preservativo. Lei mi aveva detto in precedenza che prendeva la pillola regolarmente e, conoscendola da anni ormai, mi fidavo di lei dal punto di vista salutare. Inizio a scoparla dalla figa in modo violento, mentre le tiravo i capelli.

Vi lascio solo immaginare la sua goduria. Arriva il momento del disastro.
Vetri completamente appannati. Sento da fuori sbattere le nocche sul finestrino posteriore e urlare il mio nome.
Era M., sotto la pioggia ormai incessante.
La processione era stata sospesa.
Non avevo nulla da indossare, tiro giù il vestito a C. cercando di coprire l’impensabile e le sblocco gli sportelli della macchina. La scena non aveva bisogno di spiegazioni.

Lo scontro e la rivelazione

Urla, insulti e anche qualche tentativo di aggressione da parte di lei nei miei confronti, fino a quando a un certo punto C. la ferma e prende in mano la situazione. “Cerca di goderti il momento, sali in macchina davanti, che piove“.
Tempo di vederla salire che C. aveva già il mio pene in bocca, dieci secondi giusto per tenere “vivo” il momento. C. guarda M. negli occhi e con voce sexy ma decisa, esclama “Goditi lo spettacolo per soli 5 minuti, poi fai quello che vuoi.” C., vedendo me in difficoltà, di sua iniziativa mi sale sopra, iniziando a cavalcare come mai avevo visto fare prima. Movimenti di bacino da far venire chiunque in mezzo minuto.
Era bagnatissima ed urlava “Guarda M. come mi scopo tuo marito, guarda quanto sono troia!” Vedevo con la coda dell’occhio che M. si era asciugata le lacrime, non urlava più, anzi, sembrava molto interessata. Allunga quindi una mano verso il sedere di C. tentando di infilarle un dito nell’ano, quando C. la guarda e senza fermarsi le dice “Sono una troia, non sono lesbica!”. Passano pochi minuti e sto per venire. C. che mi sussurra all’orecchio “Vienimi dentro”. M. che urla “Non vi fermate”. La situazione ormai era incontrollabile. Faccio cenno a C. di alzarsi e subito lo prende in bocca, facendosi riempire di sborra.

Un futuro incerto ma eccitante

Trenta secondi di silenzio. L’unica che sapeva cosa dire era C., che ancora in affanno guarda M. ed esclama “Sarà il nostro appuntamento fisso. Tutti i venerdì sera. E chissà, se tra una scopata e l’altra con tuo marito, non ci scappi anche una bella leccata di figa con te.”
Detto fatto, fino a pochi mesi fa.
C. si è fatta il fidanzato, un giovane ragazzo della zona, e ha deciso di smettere di vedersi con noi. Alla nostra vita di coppia sinceramente manca questo appuntamento fisso, ma già siamo alla ricerca di una nuova compagna di avventure, e perché no, anche di un compagno.

Scritto da

Ottavio Carosone
Ottavio Carosone
Ottavio Carosone è uno scrittore italiano noto per i suoi racconti audaci e sofisticati dedicati al mondo degli adulti, con una predilezione particolare per i racconti cuckold, che esplora con una sensibilità unica e una prospettiva profondamente innovativa. Nato il 23 marzo 1975 nella vibrante città di Napoli,Ottavio ha trascorso la sua infanzia e adolescenza immerso nella ricca cultura e nelle tradizioni della sua città natale, elementi che hanno fortemente influenzato il suo percorso artistico e personale.....

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