Giovedì Sera da Luca

Davide sentì il campanello suonare alle nove e un quarto, esattamente come ogni giovedì sera da tre mesi. Sua moglie Elena era già pronta: vestito nero corto, tacchi, rossetto rosso scuro.
Si era truccata con cura, cosa che non faceva quasi più per lui.
Lo guardò mentre si dirigeva verso la porta. “Tu rimani seduto sul divano. Ricordi cosa abbiamo detto?”
Lui annuì, la gola secca.
Non mi muovo. Non parlo. Non mi tocco.”
“Bravo.”
Elena sorrise, poi aprì la porta. Luca entrò con la sua solita disinvoltura, jeans e camicia bianca, barba curata, il sorriso di chi sa esattamente quale posto occupa in quella casa. Era il loro vicino di pianerottolo da anni, quello con cui avevano cenato decine di volte, con cui Davide guardava le partite bevendo birra.
Adesso era qualcos’altro.
“Ciao Davi,” disse Luca dandogli una pacca sulla spalla mentre passava davanti al divano. Davide ricambiò il saluto con un cenno del capo, già eccitato e umiliato insieme dal tono casual, come se stesse per assistere a una partita e non a sua moglie che veniva scopata da un altro.
Elena e Luca si sedettero sul divano di fronte, quello grande in pelle chiara. Lei si accoccolò contro di lui immediatamente, la mano di Luca che le accarezzava la coscia nuda.
“Come è andata la settimana?” chiese Luca, rivolgendosi a entrambi ma guardando solo Elena. “Stressante,” rispose lei. “Troppo lavoro, troppa tensione.” “Bene. Allora stasera ti rilasso io.”
La mano di Luca risalì sotto l’orlo del vestito, sparendo tra le cosce di Elena. Lei socchiuse gli occhi, appoggiò la testa contro la sua spalla.
Davide li osservava da un metro e mezzo di distanza, immobile sulla poltrona singola dove gli era stato ordinato di stare. Poteva vedere tutto: la mano di Luca che si muoveva sotto il tessuto nero, le gambe di Elena che si aprivano leggermente, il respiro di lei che si faceva più veloce. “È già bagnata,” commentò Luca con tono neutro, come se stesse verificando la temperatura dell’acqua.
Ritirò la mano, si portò le dita alla bocca, le succhiò guardando Davide dritto negli occhi.
“Tua moglie si bagna per me ogni volta che mi sente salire le scale. Lo sapevi?”
Davide non rispose. Non poteva.

Elena si alzò in piedi, si sfilò il vestito passandoselo dalla testa, rivelando che sotto non indossava nulla.
Seno piccolo, capezzoli scuri, fica rasata. Luca la guardò con apprezzamento, poi si slacciò la cintura, abbassò i jeans insieme ai boxer.
Il cazzo emerse già duro: più lungo di quello di Davide, più spesso, leggermente curvo verso l’alto. Elena si inginocchiò tra le sue gambe, lo prese in bocca senza esitazione.

Il Divano di Pelle e i Gemiti che Riempiono la Stanza

Davide osservava sua moglie succhiare il cazzo di Luca con una dedizione che non gli riservava da anni.
La bocca che si allargava per contenere lo spessore, la lingua che leccava dalla base alla punta, le mani che accarezzavano i testicoli. Luca aveva appoggiato la testa contro lo schienale del divano, gli occhi chiusi, un’espressione di puro godimento sul viso. “Cazzo, che bocca,” mormorò. “Lo sai fare meglio di chiunque altro.” Elena gemette intorno al cazzo, eccitata dal complimento.
Continuò per altri cinque minuti, alternando succhiate profonde a leccate lente, fino a quando Luca la fermò tirandola per i capelli.

“Siediti sul cazzo. Voglio sentirti.”

Elena si posizionò a cavalcioni su di lui, prese il cazzo con una mano, lo guidò all’ingresso della fica, poi si abbassò lentamente. Davide vide il cazzo di Luca sparire dentro sua moglie, centimetro dopo centimetro, fino a quando lei fu completamente seduta sulle sue cosce.
Elena gemette forte, buttò la testa all’indietro, cominciò a muoversi su e giù. Le tette sobbalzavano a ogni movimento, il culo sbatteva contro le cosce di Luca con un suono osceno e bagnato. Luca le afferrò i fianchi, la guidò nel ritmo, poi accelerò, spingendo dal basso con colpi profondi che facevano gridare Elena.
“Ti piace il mio cazzo?”
“Sì, cazzo, sì.”
“Più di quello di tuo marito?”
“Molto di più.”

Davide sentì il proprio cazzo pulsare dolorosamente dentro i pantaloni. Voleva toccarsi, strofinarsi attraverso il tessuto, alleviare la tensione. Ma non poteva. Le regole erano chiare. Guardare. Solo guardare.

Luca afferrò Elena per i capelli, la costrinse a girarsi verso Davide senza smettere di scoparla.
“Guarda tuo marito. Digli quanto godi.” Elena aprì gli occhi, fissò Davide. Gli occhi lucidi, la bocca semiaperta, il viso arrossato. “Sto godendo da morire,” ansimò. “Il suo cazzo mi riempie tutta. Mi fa venire come tu non hai mai fatto.”

Le parole colpirono Davide come schiaffi. Umilianti. Eccitanti. Vere. Elena venne pochi secondi dopo, contraendosi intorno al cazzo di Luca, gridando senza ritegno, le unghie che graffiavano il petto di lui. Luca non si fermò. Continuò a sbatterla per altri tre minuti, poi la sollevò, la fece girare, la piegò contro il bracciolo del divano. Le divaricò le gambe, le afferrò i fianchi, la penetrò di nuovo dalla posizione in piedi.
La fica di Elena era gonfia, rossa, luccicante di liquidi. Luca la scopava con colpi violenti che facevano tremare il divano.

Quando Luca Decide di Aprire Anche Quel Buco

Dopo dieci minuti in quella posizione, Luca rallentò. Si ritirò dalla fica di Elena, sputò sulla mano, massaggiò il proprio cazzo bagnato. Poi prese la bottiglia di lubrificante che Elena aveva lasciato sul tavolino – sempre pronta, sempre organizzata – e ne versò una quantità generosa tra le natiche di lei.
Elena capì immediatamente. Guardò Davide, gli occhi spalancati, un misto di eccitazione e apprensione sul viso.
“Luca vuole il culo,” disse semplicemente.
“Glielo darò.”

Luca sorrise, massaggiò il lubrificante sull’ano di Elena con il pollice, poi spinse dentro.
Lei gemette, si irrigidì, poi si rilassò. Luca lavorò l’apertura con pazienza, un dito prima, poi due, allargando, preparando. Quando sentì che era pronta, posizionò la punta del cazzo contro l’ano. “Respira,” ordinò. Elena obbedì. Luca spinse, la testa del cazzo sparì dentro, poi altri cinque centimetri. Elena urlò, le mani che stringevano il bracciolo del divano fino a far sbiancare le nocche. “Stai bene?” chiese Luca.
“Sì. Continua. Dammelo tutto.” Luca spinse ancora, lentamente ma inesorabilmente, fino a quando fu completamente dentro.
Rimase immobile per qualche secondo, lasciando che Elena si abituasse alla sensazione. Poi cominciò a muoversi. Penetrazioni lente, profonde, controllate. Elena piangeva e gemeva insieme, il viso premuto contro il bracciolo, la mano destra che era scivolata tra le gambe per toccarsi il clitoride.
Davide osservava ogni dettaglio da quella distanza che gli sembrava contemporaneamente troppo vicina e troppo lontana. L’ano di sua moglie dilatato intorno al cazzo di un altro uomo.
Le dita di lei che si masturbavano freneticamente. Il viso di Luca contratto nello sforzo e nel piacere. Voleva urlare. Voleva venire. Voleva smettere di guardare e non smettere mai.

Elena venne di nuovo, più forte della prima volta, tutto il corpo scosso da spasmi incontrollabili.
Luca continuò per altri due minuti, poi si ritirò, si tolse il preservativo, si masturbò rapidamente sopra la schiena di Elena, eiaculando con lunghi schizzi bianchi che le imbrattarono la pelle dalla nuca ai glutei.
Rimase così per qualche istante, ansimante, poi si lasciò cadere sul divano accanto a lei.

Dopo: Birra, Silenzi e la Consapevolezza di Giovedì Prossimo

Luca si rivestì mentre Elena rimaneva ancora piegata sul bracciolo, troppo esausta per muoversi.
Andò in cucina, aprì il frigorifero come se fosse casa sua – e forse ormai lo era, più di quanto lo fosse di Davide – prese due birre.
Ne passò una a Davide. “Salute,” disse.
Davide prese la birra, la aprì, bevve un lungo sorso. Il gusto amaro gli riempì la bocca. Luca si sedette di nuovo sul divano, gambe allargate, completamente rilassato. “La prossima settimana ho un amico che vorrebbe conoscere Elena,” disse con tono casual. “Simpatico. Personal trainer. Dovrebbe piacerle.”
Davide guardò Elena, che finalmente si era raddrizzata e si stava pulendo con l’asciugamano che teneva sempre pronto. Lei ricambiò lo sguardo, poi sorrise. “Perché no. Giovedì va bene.”
“Perfetto,” disse Luca. Finì la birra, la posò sul tavolino, si alzò.
“Io vado. Domani mattina presto devo lavorare.” Baciò Elena sulla fronte, poi si avvicinò a Davide, gli tese la mano. Davide gliela strinse. “Ci vediamo giovedì prossimo,” disse Luca.
“Porta lo champagne. Festeggiamo.” Uscì chiudendo la porta con delicatezza. Elena andò in bagno.

Davide rimase seduto, la birra ancora in mano, il cazzo ancora duro dentro i pantaloni.
Guardò la macchia di sperma sul divano, l’asciugamano sporco, la bottiglia di lubrificante rovesciata.
Poi si alzò, andò in camera da letto, si sdraiò sul letto, abbassò i pantaloni, e si masturbò pensando all’ano di sua moglie che si apriva per un altro uomo.
Venne in meno di un minuto, sporcandosi la mano e la pancia, e rimase lì disteso nel buio, aspettando che Elena finisse la doccia e venisse a dormire accanto a lui come ogni notte, come se niente fosse cambiato, anche se tutto era cambiato da mesi.

scritto da

Clara Bellini
Clara Bellini
Clara Bellini, nata il 12 febbraio 1978 sotto il segno dell'Acquario, è un'autrice milanese di racconti per adulti che ha saputo trasformare la sua passione per la scrittura in una carriera di successo. Clara è sempre stata una sognatrice, caratteristica tipica del suo segno zodiacale, che l'ha spinta a esplorare i limiti della creatività e della libertà personale. La sua capacità di pensare fuori dagli schemi si riflette nei suoi racconti, che combinano elementi di erotismo con una profonda introspezione psicologica. Dopo aver conseguito....

Ultimi Racconti e Fantasie Cuckold

Matteo e Silvia, nell'immaginario di Roberto, marito cuckold di Silvia.

Il Rito

Roberto aveva disposto tutto secondo le istruzioni che sua moglie Silvia gli aveva dato quella mattina, mentre facevano colazione sulla terrazza che si affacciava sul mare. Lenzuola bianche di lino appena stirate. Candele profumate agli angoli della stanza. Bottiglia di champagne nel secchiello con ghiaccio sul comò. Due accappatoi di spugna bianca appesi dietro la porta del bagno. Solo...
Giulia sul nostro terrazzo - tre bicchieri: Io, Giulia e Malik

Tre bicchieri: io, Giulia e Malik

Ci siamo trasferiti in questo nuovo quartiere molto tranquillo, ancora in via di costruzione, appena sei mesi fa.Siamo in una zona di Milano che è stata completamente riqualificata. Quando l’addetto commerciale ci aveva presentato il rendering del progetto ci aveva immediatamente convinto. Prettamente residenziale, elegante, con giardini curati e servizi essenziali garantiti.Ma nulla mi aveva preparato all'arrivo di Malik,...
Laura, Marco il cuckold e Luca il Bull, insieme appassionatamente

Triangoli, cuckold e nuovi orizzonti

Marco osservava Laura e i suoi occhi infuocati di un desiderio che non riusciva a contenere. La sua figa, morbida e profumata, era sempre stata il suo universo, ma quella sera un'idea impetuosa si fece largo nella loro conversazione.Laura, con quei suoi occhi brillanti e quel sorriso malizioso, lo guardò e sussurrò: "Voglio che tu mi guardi mentre un...
Anna, prima di entrare nello studio del Dottor Paolo, il suo ginecologo.

Dal ginecologo

"Amore svegliati oggi dobbiamo andare dal ginecologo." disse Anna al marito che ancora era in dormiveglia."Ti eccita l'idea di andarci?" chiese Giorgio."Si lo sai che Paolo mi e sempre piacito e l'idea di mettermi davanti a lui con le cosce aperte e la fica spalancata mi fa eccitare. E da quanto vedo anche a te" disse "A giudicare  da...