Il bosco di Angelo

Il sentiero era stretto, coperto di foglie umide che scricchiolavano sotto i loro scarponi. Maria camminava davanti a Filippo, i jeans aderenti che le disegnavano il sedere generoso a ogni passo. Aveva quarantadue anni ma un corpo che faceva girare la testa a tutti, tette grosse che si muovevano libere sotto la maglietta leggera. Niente reggiseno, come piaceva a Filippo quando uscivano per queste passeggiate.

Il ragazzo era apparso dal nulla, forse vent’anni, torso nudo e pantaloncini corti. Stava raccogliendo legna o qualcosa del genere. Quando Maria gli era passata davanti, lui aveva sollevato lo sguardo e le aveva fatto l’occhiolino. Non un sorriso educato, un cazzo di occhiolino carico di intenzioni. E Maria aveva sorriso, abbassando gli occhi solo per un attimo prima di continuare a camminare.

Filippo aveva visto tutto. Il cazzo gli si era indurito all’istante nei pantaloni, quella sensazione familiare di eccitazione e inadeguatezza mista insieme. Il ragazzo era bello, giovane, con un corpo scolpito dal lavoro all’aperto. Tutto quello che Filippo non era più.

Per due ore avevano camminato in silenzio, ma Filippo sapeva. Conosceva sua moglie, conosceva quel modo di muoversi quando era eccitata, le cosce che si stringevano impercettibilmente a ogni passo, il respiro leggermente più veloce. E quando erano tornati indietro per lo stesso sentiero e avevano ritrovato il ragazzo, Filippo aveva capito che sarebbe successo.

Maria si era fermata. “Ho sete,” aveva detto, con quella voce che usava quando voleva qualcosa. Il ragazzo – Angelo, si era presentato – aveva una borraccia. Gliel’aveva passata e i loro sguardi si erano incrociati troppo a lungo.

“Ci sono delle rocce più avanti,” aveva detto Angelo, “un posto tranquillo.”

Filippo li aveva seguiti in silenzio, il cuore che gli martellava nel petto.

Angelo la prende come una cagna

La radura era nascosta dagli alberi, un cerchio di terra battuta circondato da querce. Angelo non aveva perso tempo. Aveva preso Maria per i fianchi e l’aveva baciata, la lingua in bocca, le mani che le stringevano il sedere. E lei aveva risposto, gemendo contro le sue labbra, le dita che gli graffiavano la schiena nuda.

Filippo si era appoggiato a un tronco, a pochi metri da loro, e aveva tirato fuori il cazzo. Era già duro, gocciolante. Si era messo a segarsi lentamente mentre guardava sua moglie farsi spogliare da un ragazzo che aveva metà dei suoi anni.

Angelo le aveva sollevato la maglietta, scoprendo quelle tette magnifiche che Filippo adorava. I capezzoli erano già duri, scuri contro la pelle chiara. Il ragazzo le aveva prese in mano, stringendole, tirandole, poi si era abbassato per succhiarle con avidità. Maria aveva la testa rovesciata all’indietro, gli occhi chiusi, la bocca aperta in un gemito continuo.

“Mettiti a pecorina,” aveva ordinato Angelo, e il tono di comando aveva fatto tremare Filippo. Sua moglie obbediva senza esitare, abbassandosi i jeans e le mutandine insieme, mettendosi carponi sulla terra. Il culo perfetto in alto, la schiena inarcata, la figa già lucida di desiderio.

Angelo si era inginocchiato dietro di lei e aveva affondato la faccia tra quelle chiappe, leccandola come un affamato. Maria aveva urlato, un grido strozzato di piacere che aveva fatto eco tra gli alberi. Il ragazzo le mangiava la figa con una voracità che Filippo non aveva più da anni, la lingua che le esplorava ogni piega, le dita che le allargavano le labbra per penetrarla più a fondo.

“Dio, sì, leccami tutta,” ansimava Maria, spingendo il sedere contro la faccia di Angelo. “Leccami il buco del culo, dai, fallo.”

E Angelo lo aveva fatto, la lingua che le scivolava più in alto, leccandole l’ano con lunghe passate umide. Maria tremava, le braccia che le cedevano finché non aveva la faccia contro terra, il culo ancora più in alto, completamente esposta e offerta.

Filippo si segava più forte, la mano che scivolava sul cazzo bagnato di pre-sperma. Vedere sua moglie così, ridotta a una cagna in calore per un ragazzo sconosciuto, gli dava un’eccitazione che non riusciva nemmeno a spiegare.

Angelo si era alzato, abbassandosi i pantaloncini. Il cazzo era enorme, molto più grosso di quello di Filippo, e completamente duro. Non aveva perso tempo: gliel’aveva infilato tutto dentro con una spinta sola.

Maria aveva gridato, un suono animale di piacere e dolore insieme. “Cazzo, sei enorme! Dio, sì, scopami, scopami forte!”

E Angelo l’aveva accontentata, chiavandola con colpi profondi e violenti che facevano sbattere le sue palle contro la figa di Maria. Il rumore osceno della carne contro carne riempiva la radura, mescolato ai gemiti sempre più acuti di Maria e ai grugniti di soddisfazione di Angelo.

Contro la quercia, senza pietà

Angelo l’aveva tirata su per i capelli, facendola alzare. Maria aveva le gambe che tremavano, la figa che colava succhi lungo le cosce. Il ragazzo l’aveva spinta contro il tronco di una quercia, tenendola per i fianchi mentre continuava a sbatterla da dietro.

“Ti piace così, troia?” le sibilava nell’orecchio. “Ti piace farti scopare da uno sconosciuto mentre tuo marito guarda?”

“Sì,” gemeva Maria, “sì, mi piace, mi piace da morire. Riempimi tutta, dai, voglio sentire la tua sborra dentro.”

Filippo aveva rallentato la sega, non voleva venire ancora. Voleva vedere tutto, ogni secondo di sua moglie che veniva usata come una puttana nel bosco. Le sue tette sbattevano contro la corteccia ruvida dell’albero, i capezzoli strofinati fino a farle male, ma a lei non importava. Voleva solo quel cazzo giovane che la sfondava.

Angelo le aveva allargato le chiappe, guardando il suo cazzo sparire dentro quella figa matura e bagnata. “Guarda come ti prende,” aveva detto, rivolgendosi a Filippo per la prima volta. “Guarda come la tua troia di moglie si fa riempire.”

Filippo aveva annuito, incapace di parlare, la mano che continuava a muoversi sul suo cazzo insignificante.

Angelo aveva cambiato posizione, girandola e sollevandola. Maria gli aveva avvolto le gambe intorno ai fianchi e lui l’aveva inchiodata contro l’albero, scopandola in piedi faccia a faccia. Ora potevano baciarsi, le lingue che si intrecciavano mentre lui continuava a pomparle dentro con colpi sempre più veloci.

“Sto per venire,” ansimava Angelo. “Dove la vuoi?”

“Dentro,” aveva risposto Maria senza esitare. “Riempimi, voglio sentirla tutta.”

E Angelo aveva obbedito, affondando fino in fondo e svuotandosi dentro di lei con un ruggito di piacere. Filippo vedeva il corpo del ragazzo irrigidirsi, i muscoli che si contraevano mentre pompava fiotti di sborra calda nella figa di sua moglie.

Maria era venuta insieme a lui, urlando e graffiandogli la schiena, il corpo scosso da spasmi violenti.

La sborra che cola

Angelo l’aveva fatta scendere dolcemente, il cazzo ancora dentro di lei. Quando si era ritirato, Filippo aveva visto la sborra colare fuori dalla figa di Maria, densa e bianca contro le sue cosce. Una quantità incredibile, molto più di quanto lui avesse mai prodotto.

Maria si era girata verso Filippo, gli occhi ancora annebbiati dal piacere. “Vieni qui,” gli aveva ordinato con voce roca.

Filippo si era avvicinato, il cazzo ancora in mano. Maria si era inginocchiata davanti a lui e gli aveva preso il cazzo in bocca, succhiandolo con avidità mentre la sborra di Angelo continuava a colarle dalla figa. Il contrasto era devastante: la bocca calda di sua moglie che lo lavorava mentre lei era ancora piena dello sperma di un altro.

Angelo li guardava, appoggiato all’albero, un sorriso soddisfatto sul volto. Poi si era avvicinato, inginocchiandosi dietro Maria. Filippo lo aveva visto abbassarsi e ricominciare a leccarle la figa, pulendola dalla propria sborra, la lingua che raccoglieva ogni goccia.

Maria aveva gemito intorno al cazzo di Filippo, le vibrazioni che lo stavano portando al limite. E quando Angelo le aveva allargato le chiappe e aveva cominciato a leccarle di nuovo il buco del culo, spingendo la lingua dentro, Filippo non aveva più retto.

Era venuto nella bocca di sua moglie con un gemito strozzato, il corpo scosso da un orgasmo così intenso da fargli tremare le ginocchia. Maria aveva ingoiato tutto, continuando a succhiare fino a lasciarlo completamente svuotato.

Quando finalmente si erano rivestiti, Angelo aveva dato un bacio a Maria, lungo e profondo. “Venite qui spesso?” aveva chiesto con un sorrisetto.

“Potremmo,” aveva risposto Maria, guardando Filippo. E negli occhi di suo marito aveva visto la risposta che cercava.

Sulla strada del ritorno, Filippo camminava dietro, guardando il sedere di Maria che ondeggiava davanti a lui. Sapeva che sotto i jeans lei era ancora bagnata, ancora piena. E sapeva che quella notte, quando sarebbero tornati a casa, lei gli avrebbe raccontato ogni dettaglio mentre lui la leccava, ripulendola come Angelo aveva fatto nel bosco.

Perché era questo che erano diventati, e Filippo non avrebbe voluto essere nient’altro.

scritto da

La Community di SMM
La Community di SMM
La nostra Community contribuisce con Racconti e Fantasie Cuckold originali. I membri più audaci, disinibiti e creativi utilizzano il form di Invio Racconti per renderci partecipi delle loro avventure.

Ultimi Racconti e Fantasie Cuckold

Una coppia abbracciata sul letto in lingerie con un uomo che osserva dalla porta in penombra

Abdullah

Un racconto erotico cuckold di LudovicaRoberto mi aveva restituita a mio marito quella mattina, dopo una sera e una notte in cui si era rivelato un amante superbo, fantasioso....
Mature Italian woman with dark wavy hair, sheer stockings, passionately involved with two men on a bed

Luna

Un racconto di Loran LoryCome nei racconti precedenti, è tutto vero, non c'è nulla di inventato.Luna è sempre più desiderosa di nuovi incontri. Contatto Marco, il nostro storico compagno...
cuckold voyeur guarda moglie scopata da bull in macchina

Il toro

Un racconto cuckold di RenartSono in una Fiat Doblò grigia, parcheggiata tra due pini in un anfratto del bosco, esattamente nel punto indicato nel messaggio arrivatomi mezz'ora fa. Di...
Un uomo mostra un indumento intimo rosa a un altro uomo seduto al tavolo in un locale illuminato da lampade calde.

Il suo terzo amante

Un racconto cuckold di Luigi«Fatti trovare pronta per le venti, passo a prenderti: incontriamo un uomo.»Sapevo che avrebbe protestato, che avrebbe cercato scuse per dissuadermi. Dopo aver ceduto la...