L’incontro nella radura con il voyeur

Il sole pomeridiano filtrava tra le fronde creando giochi di luce sull’erba secca della radura. Ugo aveva scelto quel posto isolato proprio per questo: la privacy che cercavano da settimane per esplorare finalmente le fantasie che Guenda gli aveva confessato una sera, tra un bicchiere di vino e l’altro. Lei camminava davanti a lui con quel vestito bianco che le accarezzava le cosce a ogni passo, e lui non riusciva a toglierle gli occhi di dosso dal culo che ondeggiava sotto il tessuto leggero.

“È perfetto qui,” mormorò Guenda voltandosi verso di lui con quel sorriso malizioso che lo faceva impazzire. Si avvicinò e gli posò le mani sul petto, sentendo il battito accelerato del suo cuore. “Nessuno ci disturberà.”

Ugo la cinse con le braccia, respirando il profumo dei suoi capelli. “Sei sicura di quello che vuoi fare? Una volta che iniziamo non si torna indietro.”

“Lo so,” sussurrò lei mordendogli il lobo dell’orecchio. “Voglio che tu mi guardi mentre un altro uomo mi scopa. Voglio vedere come ti ecciti a vedermi godere con un cazzo che non è il tuo.”

Le parole di Guenda lo fecero tremare. Avevano parlato di questa fantasia per mesi, ma sentirla pronunciare quelle parole così crude lo eccitava oltre ogni limite. Stava per rispondere quando un movimento tra gli alberi attirò la sua attenzione. Una figura maschile, parzialmente nascosta dietro un tronco, li stava osservando.

“Guenda,” mormorò piano, indicando con un cenno del capo la direzione del voyeur. “Abbiamo compagnia.”

Lei si girò e sorrise vedendo l’uomo che tentava goffamente di nascondersi. Era sulla quarantina, alto e robusto, con i jeans e una camicia scura. “Perfetto,” disse con voce roca. “Il destino ci sta dando una mano.”

“Che cosa hai in mente?” chiese Ugo, anche se dal tono di lei aveva già capito.

“Invitalo qui. È ora di realizzare la nostra fantasia.” Guenda si sistemò i capelli e fece un passo verso gli alberi. “Ehi tu!” gridò verso l’uomo nascosto. “Vieni fuori, sappiamo che ci stai guardando!”

L’uomo esitò per un momento, poi uscì allo scoperto con aria imbarazzata. “Scusate, non volevo disturbare. Me ne vado subito.”

“No, aspetta,” disse Guenda con voce melliflua, avvicinandosi a lui con passi lenti e sensuali. “Come ti chiami?”

“Marco,” rispose l’uomo, lo sguardo che scivolava inevitabilmente sul corpo di lei.

“Bene Marco, io sono Guenda e lui è mio marito Ugo.” Si voltò verso il marito con un sorriso predatorio. “Stavamo proprio cercando qualcuno come te.”

La proposta di Guenda

Ugo sentì il sangue pulsargli nelle vene mentre osservava la moglie flirtare apertamente con lo sconosciuto. Era esattamente quello che avevano fantasticato, ma vederlo accadere dal vivo era completamente diverso. Marco sembrava confuso ma chiaramente interessato, lo sguardo che continuava a posarsi sui seni di Guenda che trasparivano sotto il vestito bianco.

“Che cosa state cercando esattamente?” chiese Marco con voce incerta.

Guenda si morse il labbro inferiore in quel modo che faceva impazzire Ugo. “Un vero uomo che sappia come trattare una donna. Mio marito è molto bravo a guardare, ma a volte una donna ha bisogno di qualcosa di più… sostanzioso.”

Le parole colpirono Ugo come uno schiaffo eccitante. Sentì il cazzo indurirsi nei pantaloni mentre la moglie iniziava il gioco dell’umiliazione che tanto lo eccitava nelle loro fantasie notturne.

Marco sembrò finalmente capire la situazione. Un sorriso sicuro sostituì l’espressione confusa. “Ah, capisco. Il marito guarda mentre la moglie si diverte con un uomo vero.”

“Esatto,” mormorò Guenda avvicinandosi ancora di più a lui. “E tu sembri proprio il tipo di uomo che sa come soddisfare una donna.”

Ugo rimase in piedi a pochi metri di distanza, il cuore che batteva all’impazzata. La situazione stava sfuggendogli di mano in modo delizioso. Marco posò le mani sui fianchi di Guenda e lei non si tirò indietro.

“Allora dimostraglielo,” disse Marco guardando Ugo dritto negli occhi. “Falle vedere che tipo di uomo è davvero suo marito. Spogliati e mettiti in ginocchio.”

La voce autoritaria di Marco fece tremare Ugo. Guardò Guenda che annuì con gli occhi brillanti di eccitazione. Con mani tremule iniziò a sbottonarsi la camicia.

“Più veloce,” ordinò Marco mentre le sue mani esploravano il corpo di Guenda sopra il vestito. “La tua donna ha bisogno di vedere chi comanda qui.”

Guenda gemette quando Marco le afferrò un seno attraverso il tessuto. “Sì, così,” sussurrò. “Ugo, fai quello che ti dice. Voglio vederti obbedire a un vero maschio.”

Le parole della moglie lo umiliarono e lo eccitarono allo stesso tempo. Si spogliò completamente e si inginocchiò sull’erba, il cazzo duro che gli pulsava tra le gambe. Marco sorrise vedendolo in quella posizione di sottomissione.

“Bravo cucciolo,” disse con tono sprezzante. “Ora guarda come si tratta una donna.”

La sottomissione di Ugo

Marco iniziò a spogliare Guenda con movimenti lenti e deliberati, facendo scivolare il vestito bianco lungo il suo corpo fino a lasciarla in reggiseno e mutandine di pizzo nero. Ugo deglutì vedendo il corpo della moglie esposto davanti a uno sconosciuto, il cazzo che gli pulsava dolorosamente.

“Guardala bene,” disse Marco accarezzando i fianchi di Guenda. “Guarda che corpo magnifico ha tua moglie. Peccato che tu non sappia come usarlo.”

Guenda gemette quando Marco le slacciò il reggiseno, liberando i seni che Ugo conosceva così bene. Ma vederli nelle mani di un altro uomo era completamente diverso. Marco li accarezzò e li baciò mentre lei gli passava le dita tra i capelli.

“Ti piace quello che vedi, cornuto?” chiese Guenda guardando il marito inginocchiato. “Ti piace vedere come un vero uomo tocca il mio corpo?”

“Sì,” riuscì a sussurrare Ugo, la voce roca per l’eccitazione.

Marco rise e iniziò a spogliarsi a sua volta. Quando abbassò i pantaloni, Ugo vide il suo cazzo: più grande e più grosso del suo. Guenda emise un gemito di apprezzamento vedendolo.

“Ecco quello di cui avevo bisogno,” disse lei afferrandolo con una mano. “Un cazzo vero.”

Le parole taglienti della moglie ferirono e eccitarono Ugo contemporaneamente. Marco la spinse dolcemente verso il basso e lei si inginocchiò davanti a lui, iniziando a leccarlo e succhiarlo con una passione che Ugo non le aveva mai visto prima.

“Vieni qui, cornuto,” ordinò Marco. “Mettiti dietro tua moglie e leccale la figa mentre lei mi succhia il cazzo.”

Ugo obbedì immediatamente, posizionandosi dietro Guenda e abbassando le mutandine di pizzo. La sua figa era già bagnata di eccitazione. Iniziò a leccarla mentre lei continuava a succhiare Marco, i suoi gemiti soffocati dal cazzo in bocca.

“Così va meglio,” disse Marco afferrandole i capelli. “Il cornuto fa quello che sa fare meglio: leccare. Mentre io mi prendo quello che è mio.”

Guenda si staccò dal cazzo di Marco per gemere più liberamente mentre Ugo la leccava. “Sì, leccami la figa mentre lui mi scopa la bocca. Fammi venire con la lingua così posso prendere il suo cazzo dentro di me.”

Ugo leccò più intensamente, alternando la lingua sulla clitoride ai baci profondi sulla figa bagnata. Guenda iniziò a tremare e a spingere il culo contro la sua faccia.

“Sto per venire,” ansimò. “Non fermarti, leccami fino a farmi schizzare!”

Ugo sentì la moglie contrarsi contro la sua lingua e poi un fiotto di liquido caldo gli bagnò il viso. Guenda aveva squirtato per la prima volta, gemendo come una pazza mentre Marco le teneva la testa ferma sul suo cazzo.

L’apoteosi dell’umiliazione

Dopo l’orgasmo, Guenda si alzò con le gambe tremule e si voltò verso Marco. “Scopami,” disse con voce roca. “Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me mentre mio marito guarda.”

Marco la fece sdraiare sull’erba e si posizionò sopra di lei. Ugo rimase inginocchiato di lato, con il viso ancora bagnato dei fluidi della moglie, a guardare mentre Marco penetrava lentamente Guenda.

“Oh Dio,” gemette lei arcuando la schiena. “È così grosso. Riempimi tutta.”

Marco iniziò a scoparla con movimenti lenti e profondi, ogni spinta che strappava gemiti di piacere a Guenda. Ugo non riusciva a distogliere lo sguardo dalla scena: il cazzo di Marco che entrava e usciva dalla figa della moglie, le sue tette che rimbalzavano a ogni colpo, la sua faccia contratta dal piacere.

“Guardami negli occhi mentre lui mi scopa,” ordinò Guenda al marito. “Voglio che vedi quanto godo con un cazzo vero.”

Ugo obbedì, incrociando lo sguardo della moglie mentre Marco aumentava il ritmo. Lei sorrideva tra i gemiti, gli occhi che brillavano di una lussuria che non aveva mai visto prima.

“Ti piace essere cornuto?” gli chiese mentre Marco la sbatteva sempre più forte. “Ti piace vedere tua moglie che gode come una troia con un altro uomo?”

“Sì,” ammise Ugo, la voce strozzata dall’eccitazione e dall’umiliazione.

Marco rise e afferrò i fianchi di Guenda, scopandola ancora più intensamente. “Allora dimostra quanto ti piace. Masturbati mentre guardi tua moglie che viene scopata da me.”

Ugo iniziò a masturbarsi, il suo cazzo piccolo e duro nella mano mentre osservava la scena davanti a lui. Marco era un animale, scopava Guenda con una forza e una passione che lui non aveva mai avuto.

“Sto per venire di nuovo,” ansimò Guenda. “Non fermarti, scopami più forte!”

Marco obbedì, i suoi colpi che diventarono martellanti. Guenda urlò di piacere e Ugo vide di nuovo i suoi fluidi schizzare fuori mentre veniva. La vista fu troppo per lui: venne anche lui, il suo sperma che cadde sull’erba mentre guardava la moglie nell’estasi.

Marco continuò a scoparla per altri minuti, poi si irrigidì e gemette profondamente. “Prendo la tua figa, troia. Prendi tutto il mio sperma.”

Si svuotò dentro Guenda con lunghi gemiti di piacere, riempiendola completamente. Quando si ritirò, Ugo vide lo sperma di Marco che colava dalla figa della moglie.

“Ora pulisci,” ordinò Marco indicando la figa di Guenda. “Un bravo cornuto pulisce sempre il casino che fanno i veri uomini.”

Ugo guardò la moglie che annuiva sorridendo. Si avvicinò e iniziò a leccare lo sperma di Marco dalla sua figa, il sapore salato e amaro che gli riempiva la bocca. Guenda gemette dolcemente mentre lui la puliva.

“Bravo cucciolo,” disse Marco rivestendosi. “Hai una moglie fantastica. Spero di rivedervi presto.”

Se ne andò lasciandoli soli nella radura. Guenda si alzò e baciò teneramente Ugo, ancora con il sapore dello sperma di Marco sulle labbra.

“È stato perfetto,” sussurrò. “Esattamente come avevamo sognato.”

Ugo la abbracciò forte, ancora tremulo per l’intensità dell’esperienza. Sapeva che non sarebbe stata l’ultima volta. La loro vita sessuale era appena cambiata per sempre.

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