Oggi vi racconterò del mio racconto cuckold avvenuto alla stazione, mentre aspettavo il treno per tornare a Roma all’università. Spero vi piacerà e potrete godere della mia storia con quel nero.

La vita da fuorisede all’università di Roma

Sono F. una ragazza di 25 anni di Firenze che frequenta una facoltà di giurisprudenza a Roma. Sono fidanzata con R. anche lui di Firenze, e siamo fidanzati da ormai 6 anni. La nostra relazione è un po’ monotona, dopo i primi due/tre anni tutta la magia è andata a svanire, non solo nella vita di tutti i giorni ma anche nella vita sessuale.

Lui lavora in ufficio a Firenze, non ha voluto proseguire con gli studi dopo la maturità ed è in uno studio di commercialisti. Insomma non il lavoro dei sogni, ne la vita che tutti vorrebbero. Era destinato ad una vita banale e triste e io sinceramente volevo di più dalla vita.

Così nella capitale ero diventata intima con un ragazzo di colore, che frequenta come me la facoltà. Si chiama L. ed è sempre vissuto in Italia. Eravamo buoni amici, poi lui si era dichiarato ad una festa universitaria ed io, che sognavo di più e qualcuno accanto che condividesse le mie passioni e ambizioni, avevo acconsentito, e ci eravamo fatti una grande scopata.

Con R. mi vedevo una volta alla settimana, salivo a Firenze il giovedì sera e poi scendevo a Roma la domenica sera.

Per quei giorni che ci vedevamo, anche prima del mio tradimento, non facevamo nulla di speciale, stavamo in casa, ogni tanto andavano a cena insieme e poi cinema. La noia mi pervadeva, specie pensando a L.. Da quando poi avevo tradito R. un po’ lo schifavo, avevo sempre in mente L. e stavo iniziando a ripudiarlo.

La sorpresa di L. a Firenze

Uno dei weekend in qui son salita eravamo sempre in casa. Non stavamo facendo niente di particolare, guardavamo un anime insieme, cosa che io odiavo ma R. era un otaku (appassionato di manga e anime giapponesi) ed era l’unica cosa che voleva fare.

Mi vibra il telefono, una notifica su Whatsapp.

Era L..

Il messaggio recitava “Hey F. non ci crederai mai ma sono a Firenze. Volevo farti una sorpresa, riusciamo a trovarci a Santa Maria Novella oggi pomeriggio?”.

Il cuore mi batteva fortissimo, provavo un misto di eccitazione e rischio, leggere quel messaggio di L. proprio davanti a R. mi faceva godere.

Vado in bagno, così da non far insospettire R. e gli rispondo.

“Non ci credo, sei matto? Comunque si, troviamoci alle 18:00 a Santa Maria Novella, non ti far vedere, così poi prendiamo il treno insieme”.

“Perfetto, allora ci becchiamo li. Ho così tanta voglia di vederti…”.

Quella risposta mi aveva fatto bagnare tantissimo. Solo pensare ad L. mi faceva bagnare. Condividevamo sogni, passioni e vita universitaria. Il suo accento romano era bellissimo e poi a letto era un mostro. Mi teneva le ore a scopare, il suo cazzo immenso era così soddisfacente e poi durava un’eternità.

Finito l’episodio, erano le 17:00, dico a R. di iniziare a prepararsi che avevo il treno di li a poco, alle 18:13.

Quel weekend non avevamo nemmeno scopato ed io ero affamata del cazzo di L.

Prendiamo il tram, lui stava poco fuori città, una corsa di 20 minuti e saremmo stati a Santa Maria Novella. Il cuore mi batteva sempre più forte, non vedevo l’ora di abbracciarlo e sentire il suo pene barzotto nelle mutande.

R. vede che sono molto distaccata, che non lo considero. Così mi fa:”Tutto bene? Negli ultimi weekend sei stata molto strana, mi sembri distaccata”.

Io rispondo:”Tutto bene, è solo che sto preparando un esame molto importante e sono veramente stanca, poi i viaggi continui mi hanno messo a terra”.

Lui, che ovviamente non era soddisfatto della mia risposta, fece solo un gesto con la testa.

Il Cuckold nel bagno del McDonald’s di Firenze

Arriviamo alla stazione e mente ci perdiamo nella solita folla accalcata alla fermata del tram, prendo il telefono e scrivo velocemente a L.

“Ci vediamo tra 5 minuti nel bagno del Mc, dobbiamo fare veloci”.

Lui risponde subito, era già online:

“Va bene, lo sai quanto non mi piacciono le sveltine, ma ho il cazzo così duro che se solo me lo lecchi vengo in mezzo secondo”.

Mi stavo bagnando sempre di più, camminavo a stento.

All’entrata della stazione ci fermiamo e saluto R. con un bacio molto distratto. Lui prova a metterci la lingua ma io lo scanzo, lo stavo schifando tantissimo e mi stava rovinando l’attesa della sveltina.

Mi incammino verso il binario e giro subito verso il Mc, con la consapevolezza che R. mi stesse ancora guardando.

Vedo L. a sedere vicino al bagno e appena i nostri sguardi si incrociano lui va verso il bagno ed entra.

L. che mi aspetta prima del Cuckold alla stazione di Firenze

Aspetto 30 secondi e lo seguo anche io, fortunatamente c’era poca gente, nessuno mi avrebbe visto entrare nel bagno degli uomini.

Schiarisco la voce e dico:”L.?”.

Lui sussurra subito:”Di qua F. ultimo bagno”.

Entro e lo trovo a sedere con il cazzo già eretto. Una meraviglia per i miei occhi pieni di voglia di pene nero.

Chiudiamo la porta e mi calo i jeans, sedendomi sopra il suo cazzo.

“Ma quanto sei bagnata? Oddio verrò subito…” Mi sussurra L. all’orecchio mentre piano piano gli squatto sopra il pene.

Iniziamo a scopare, entrambi godiamo come dei ricci appena nati.

Poi sentiamo aprire la porta del bagno. Subito smetto di andare su e giù e ci fermiamo.

Una voce mi scuote.

“F. so che sei qua dentro, cosa stai facendo?????”.

Era R. mi aveva sicuramente visto entrare nel bagno degli uomini. Non avevo avuto nemmeno la perizia di controllare che non mi stesse guardando, la voglia di L. era troppa.

“F. esci o entro con la forza”.

Non sapevo che fare, la voce mi si bloccava in gola. Mi aveva appena scoperto a tradirlo con un nero di Roma, che umiliazione sarebbe stata per lui dopo 6 anni di fidanzamento.

Poi L., inaspettatamente, parla.

“Vieni all’ultimo bagno, abbiamo una sorpresa per te…”.

Di che sorpresa stava parlando? Cosa gli era saltato in mente? Sentivo che era ancora in tiro, il suo cazzo era durissimo nella mia vagina e lo sentivo pulsare.

I passi di R. che si avvicina si facevano sempre più forti.

Poi L. con la mano toglie il blocco al bagno, in modo che R. potesse aprire la porta.

Appena R. udii il click del blocco sapeva che bagno aprire.

La porta si spalancò e i suoi occhi, neri di rabbia, iniziarono a colmarsi di lacrime.

“Come hai potuto F., proprio qua e per giunta con un nero…”.

Nemmeno il tempo di formulare la frase che L. prende subito la parola.

“Ciao R. mi presento, sono L., un compagno di università di F.. Ormai è un mese che scopiamo e che sei cornuto. F. mi ha raccontato tutto di te e della vostra relazione, so di quanto sia banale e monotona, non puoi biasimarla dall’avere trovato la gioia in un altro”.

Le lacrime scorrevano e tagliavano la faccia di R. che non aveva parole per rispondere a quell’umiliazione.

“Mi dispiace che tu lo sia venuto a scoprire in questo modo un po’ squallido, ma era tempo. Adesso come dicevo, ho una sorpresa per te che spero accetterai. Come avrai ben capito, ormai tra voi è finita, F. non ce la fa più e credo lo avrai notato. Che ne dici se facessimo questo piccolo gioco? Entra dentro e chiudi, ci stiamo tutti e tre…”

Le parole di L. mi avevano completamente spiazzata, non avrei mai immaginato sarebbe successa una cosa del genere.

Incredibilmente e contro ogni previsione R. entra nel bagno e chiude la porta con il blocco.

“Bene bravo, sapevo che avresti accettato. Ora tu ci guarderai mentre noi scopiamo. Sarà una cosa da 5 minuti che altrimenti perdiamo il treno.”

R. con ancora gli occhi gonfi di lacrime, accetta con un cenno della testa e si mette in piedi con la schiena appoggiata sulla porta.

Io non riuscivo ancora a credere alla situazione che si era venuta a creare, sembrava di essere in un film o in uno scherzo.

“E ora F. riprendiamo da dove avevamo interrotto”.

Senza pensarci rinizio ad andare su e giù sul suo cazzo.

R. si slaccia le i jeans e prende in mano il suo pisellino iniziando a masturbarsi. Era proprio squallido, e questa cosa mi faceva godere immensamente.

Stavo venendo tantissimo, le gambe che mi tremavano, le mani forti di L. sui miei fianchi che accompagnavano i miei movimenti.

“Ci sei R.? Io sto per venire” disse L. con affanno, era vicino a riempirmi la vagina di sborra.

R. le lacrime che ormai si erano asciugate, fa un cenno con la testa.

“Andiamo allora!”

L. inizia a spingermi ancora più forte, io che velocizzo il movimento.

Un gemito e sento la sborra calda di L. che mi riempie tutta, era una sensazione incredibilmente goduriosa. Anche R. intanto era venuto, tutto in mano, squallido come l’essere che è.

Ci alziamo ed L. dopo essersi rivestito da una pacca sulla spalla a R. dicendogli:

“Mi dispiace, ma era così che dovevano andare le cose. Spero ti sarai divertito.”

“S-s-s-ii” rispose R.

Da allora ci siamo ufficialmente lasciati e non ci sentiamo più, ma quell’esperienza cuckold interrazziale me la porto sempre nel cuore e mi fa bagnare tutte le notti.