Ciao a tutti, sono P.P. e oggi vi racconto una fantasia cuckold che mi ha sempre stuzzicato ma che non ho mai avuto il coraggio di realizzare (per adesso).

Il mio fetish: L’outdoor

Sono sempre stato ispirato dall’outdoor, la pratica di fare sesso e scopare in luoghi pubblici. Quello che più mi soddisferebbe sarebbe una bella scopata ai giardini pubblici di sera, in mezzo alle siepi, quando passano le coppiette che girano dopo cena.

Sia chiaro, per adesso non l’ho mai fatto, sia io che il mio ragazzo siamo un po’ “timidi” e abbiamo paura di venire beccati da qualche coppia o dai carabinieri, che ogni tanto vanno al girello per i viali del nostro borgo.

Se devo esser sincera, in realtà il sesso con il mio ragazzo non è molto emozionante. Lui è il tipo di ragazzo simile a quello che ho letto in uno dei racconti cuckold, quello del panino after-sex.

Quel sogno: il cuckold in pubblico

Veniamo ora alla mia fantasia più perversa, il cuckold all’aperto. Questa è la scena che sogno ogni notte quando mi sditalino.

Siamo a cena fuori, nel miglior locale del nostro paese. Oggi è il mio compleanno, ma conoscendo il mio ragazzo non mi aspetto niente di fuori dal normale. Finiremo di cenare qua, poi ci facciamo un giretto per il parco e poi a casa sua a scopare, magari avrà qualche regalo per me da darmi.

Questa sera L.G. è un po’ strano. Vedo nei suoi occhi una fiamma che non vedevo fin dai primi mesi che uscivamo, adesso si era affievolita, siamo fidanzati da ormai più di 6 anni e la passione è scemata insieme alla nostra adolescenza.

Ordiniamo, io prendo un filetto al pepe verde, il mio preferito, e lui si prende una fiorentina, cotta al sangue.

Ordiniamo anche una bottiglia di vino, lui sceglie una delle più costose sul menu, un amarone della Valpolicella da 90€. Un po’ mi ha sorpreso questa scelta, lui è un po’ un braccino su queste cose e di solito ordina sempre la cosa meno costosa disponibile.

Vede nei miei occhi un’espressione di stupore e subito dice:”Stasera è la tua sera, tutto ci è concesso, anche le cose più inaspettate…” e subito dopo accenna una risatina. Strano, veramente strano, non è proprio da lui comportarsi così. Però, vi dirò, la cosa mi incuriosiva molto, e volevo vedere fino a quanto si sarebbe spinto oltre rispetto alle solite banalità.

Mangiamo e parliamo delle solite cose, lui sempre con quella fiamma di passione accesa negli occhi che si riversava di tanto in tanto in allusioni e battutine un po’ osè.

Finiamo la nostra cena con un soufflè caldo al cioccolato, di quelli che li rompi in mezzo ed esce il cioccolato fuso caldo e copioso. Lui guarda il soufflè che si rompe, mi guarda e accenna una risatina.

Pensare che quella sarei stata io un po’ mi faceva eccitare e mi mangiai il dolce godendomelo cucchiaio per cucchiaio, guardandolo negli occhi. Questa scena lo stava eccitando visibilmente, stava scalpitando, ma eravamo in pubblico e siamo una coppia introversa, non avrebbe fatto nulla adesso. O almeno io credevo.

La proposta inaspettata, la scopata nel giardino pubblico

Ci alziamo e lui viene a prendermi il cappotto. Nel mettermelo mi bisbiglia ad un orecchio:”Rendiamo ancora più speciale questa serata magica… Usciamo che ho una sorpresa da svelarti…”.

Un brivido mi scende dalla schiena, quelle parole mi avevano eccitata.

L. paga il conto e usciamo dal ristorante ringraziandoli per la cena ed il servizio, entrambi impeccabili come sempre.

Iniziamo a camminare fianco a fianco, lui con un ghigno sul volto. Dopo qualche metro lo guardo e gli dico:”Allora? Di cosa stavi parlando prima?”. Lui fa una risatina ma non accenna a rispondere. Io rimango un po’ interdetta, la cosa mi stava eccitando sempre di più. Altri 10 metri e lui mi prende per un braccio ed entriamo un vicolo buio e stretto.

“P. oggi è un giorno speciale per te. Ho ripensato molto alla nostra relazione e ho paura che siamo caduti nella monotonia e nella routine noiosa che ha spento tutta la passione che una volta avevamo. Voglio tornare a prima, voglio che ci godiamo questi giorni in cui siamo ancora giovani e spensierati. Voglio avere ricordi da poter raccontare un giorno, cose pazze fatte in gioventù su cui ridere e scherzare insieme. So che tu sei quella giusta per me e voglio che io sia quello giusto per te. Da oggi cambiamo”.

Queste parole mi hanno fermato un attimo il cuore, ho avuto quasi paura per un secondo che mi volesse in realtà lasciare. Poi prosegue.

“Iniziamo da stasera, voglio raccontarti di una delle mie fantasie più remote e segrete. Voglio scopare con te nei giardini pubblici”.

Un altro brivido mi percorre la schiena. Non era lui, non poteva essere lui a dire quelle parole. Lui che era sempre banale e noioso, lui che faceva una vita tranquilla e monotona.

Rispondo:”E se ci beccano? Sarebbe difficile da spiegare. Non hai paura che potremmo essere scoperti mentre lo facciamo?”.

“Non aver paura P., negli scorsi giorni sono stato spesso per i giardini per vedere dove la gente passasse e a che ore in modo che siamo sicuri di non essere beccati. Allora che ne dici? Facciamo questa pazza follia d’amore?”.

Ci penso un attimo ancora. In realtà scopare all’aperto era anche il mio fetish più grande e non potevo rifiutare quest’offerta.

“Va bene, facciamolo”.

Il giardino ed il cuckold inaspettato

Ci incamminiamo verso i giardini pubblici, distanti solo un centinaio di metri dal centro della città. Non erano un parco ma una vera e propria camminata che costeggiava il bordo della collina del borgo, lunga credo 1 o 2 kilometri.

Questi erano il luogo preferito per le coppiette per appartarsi e limonare al chiaro di luna nelle notti d’estate.

Il Giardino Pubblico dove si è consumata la mia fantasia cuckold
Il Giardino pubblico dove sogno la mia fantasia cuckold all’aperto

Quella sera, un sabato di primavera, faceva un po’ freddo. Ma ciò non ci avrebbe impedito per nulla al mondo di farlo dietro la siepe.

Arriviamo fino a metà della camminata, poi L. si ferma, controlla nelle varie direzioni per scorgere se ci fosse qualcuno e mi fa:”veloce, andiamo dietro quella siepe”.

Lo seguo, la cosa mi stava eccitando sempre di più ed ogni passo sentivo di essere sempre più bagnata. Poche ore prima non avrei mai immaginato che sarebbe potuto veramente succedere.

Mi calo la gonna, lui mi strappa le calze. Inizia a leccarmi, sento la sua barba che gratta contro le labbra della mia fica. Stavo godendo come mai ho goduto.

Dopo 2 minuti di cunnilingus, giusto per farselo venire duro, inizia a penetrarmi.

La sensazione del suo pene all’interno della mia vagina era così bella ed estasiante che dopo pochi secondi ho subito il primo orgasmo. Le mie cosce iniziano ad avere degli spasmi e lui, avvertendo che stavo godendo, spinge sempre più forte.

Mi sbatte come una troia sulla siepe e le sue spinte si ripercuotevano sulla pianta che si stava muovendo al ritmo della nostra scopata. Normalmente avrei avuto paura che ci avrebbero beccato, ma ero già al quinto orgasmo e non mi importava altro che venire e venire, copiosamente.

Sentiamo dei passi in lontananza, il ghiaino che sdrucciolava sotto i piedi di chi stava per avvicinarsi.

Io ero a pecora e mi giro verso di lui con la faccia un po’ spaventata. Lui mi rassicura.

“Non aver paura, siamo belli nascosti. E poi ti dirò, se qualcuno ci vedesse non sarebbe altro che eccitante”.

Detto questo continua a sbattermi fortissimo, la mia vagina che trasudava liquido.

I passi si fanno sempre più vicini, ero sicura che fosse solamente una persona che stava per incrociarci.

Più si avvicinava, più lui mi sbatteva forte. Ero nello spazio, avevo perso la cognizione di tutto, non mi sentivo più le gambe e le braccia.

“Chi c’è la dietro???”

Una frase che ci scuote.

Smettiamo subito, la pianta non si muove più.

“Uscite fuori, cosa state facendo???”

Quella voce mi era familiare. No non poteva essere lui.

“Allora??? Ora vi vengo a stanare!”.

Era E. il mio ex.

Stavo morendo, tutta la libido accumulate che scende all’istante, la paura di essere scoperti mi aveva assalito e non riuscivo più a muovermi.

Vediamo delle mani che aprono le siepe ed ecco i suoi occhi che si illuminano vedendomi.

Eravamo li faccia a faccia, non ci vedevamo da anni.

“P.?…”

“Ehm, E…. ciao…”.

“Ma che cazzo sta succedendo????”.

Si apre così un varco nella siepe ed E. ci raggiunge dall’altra parte beccandoci a 90, L. con il cazzo ancora dentro che sentivo pulsare.

Prima che potessimo far qualcosa o discolparci E. prende la parola.

“Stavate scopando eh, beccati. Ora, se non volete che rivelo questo scandalo a tutti nel paese, dovete stare al mio gioco. Io mi siederò su quel tronco li e vi guarderò mentre scopate. Accettate?”.

Il sangue si gela e lo stomaco si chiude. Non sarei più potuta uscire per strada senza essere additata come una troia.

Guardo L. e lui aveva lo stesso terrore negli occhi che stavo provando io. Decido dunque, in una mossa inaspettata per me, di prendere la parola.

“Va bene, lo faremo. Ma tu prometti di non dire niente, ti prego…”

“Ottimo, prometto, mano sul cuore. Adesso, riprendete.”

L. si era sorpreso di quel mio comportamento ed aveva ripreso a sbattermi.

La mia vagina aveva iniziato a ribagnarsi come prima, i fluidi che scorrevano e lubrificavano la penetrazione. Inizio a venire e scorgo che E. aveva iniziato a masturbarsi. Quella cosa mi ha eccitato tantissimo.

Dopo 5 minuti sento che L. sta per venire, aveva accelerato con le spinte.

Un’ultima botta e viene. Sento lo sperma che riempie tutti i vasi della mia vagina. La pressione che si era creata ha spinto fuori il suo pene insieme a un po’ della sborra che mi aveva riempito.

In quel momento sento che anche E. stava venendo, si era alzato ed aveva spruzzato su tutta la siepe il suo seme.

Ci rivestiamo di fretta e gli faccio ripromettere di non dire nulla. Mentre gli parlavo un’idea mi affiora in mente:”perchè non rifarlo? è una cosa che ci ha eccitato a tutti…”.

Senza pensarci glielo propongo, con L. che strabuzza gli occhi dalla sorpresa ma che poi esclama:”Io ci sto”. Anche E. risponde subito “Non vedo l’ora”.

Da quel giorno ci troviamo sempre ogni fine settimana in quei giardini a scopare con E. come unico spettatore.

Ogni fine settimana finisco come quel soufflè al cioccolato del ristorante. La mia figa viene rotta e la sborra esce fuori calda, proprio come quel soufflè.