Mi chiamo Giuseppe e ho da poco conseguito la carica di diacono. La mia vocazione per Dio è molto recente, anzi, in precedenza ero un ragazzo molto vivace che amava fare baldoria e molto sesso ma, dopo un incidente quasi mortale, ho deciso di dedicarmi interamente a Dio e di intraprendere la strada per diventare sacerdote. Mai avrei creduto di poter aver un’esperienza cuckold, fantasia su cui mi segavo molto prima di dedicarmi al Signore.

Non mi riesce mai facile parlare del mio brutto incidente: ero in auto insieme ad altri amici, due uomini e due donne e tornavamo da una festa. Eravamo tutto molto ubriachi e, nonostante non fossi per niente in grado di mettermi alla guida ma, preso dalla spensieratezza e intraprendenza giovanile, lo feci ugualmente.

Avevamo da poco imboccato la tangenziale, e all’improvviso mi vedo arrivare un camion frontalmente. Non mi ero per niente accorto di essere entrato contromano. Sbando all’ultimo secondo, ma ci schiantiamo contro un muro, non sembrava nemmeno tanto grave la situazione ma una delle mie due amiche ha avuto un impatti particolarmente violento e, dopo pochi minuti, è svenuta.

Dopo la corsa in ospedale, il dottore che l’aveva in cura ci disse che era entrata in coma a causa di un trauma cranico. Il resto della comitiva stava bene, eravamo solo un po’ scossi dall’accaduto. Ovviamente, siamo stati tutti denunciati per incidente colposo e quello che era di più nei guai ero io, visto che stavo alla guida.

Ma io non pensavo minimamente alle conseguenze penali che avrei subito ma solo alla vita di Giulia, l’amica che era entrata in coma. Quel giorno stesso ho cercato di dialogare con Dio e gli ho pure promesso che, se fosse riuscito a farla vivere, avrei dedicato tutta la mia vita a lui e avrei abbandonati i piaceri e i pericoli terreni.

Dopo due settimane di coma, Giulia per fortuna esce dal coma e nel giro di un mese era già in forma. Quindi, deciso della mia promessa, la onoro e comincio il mio cammino per raggiungere il sacerdozio.

La vita di chiesa

Gli insegnamenti di teologia e la vita di chiesa non mi dispiaceva affatto. Ero abituato a tutt’altro stile di vita ma questa svolta sembrava davvero essere la mossa giusta.
Inoltre, conoscevo tante belle persone, tra preti e frequentatori della parrocchia. Tra questi padre Giulio, persona davvero squisita che in quegli anni mi ha insegnato davvero molto sulla vita e che mi ha accudito sotto la sua ala.

Infatti, dopo pochi anni, alla fine del corso, riesco a diventare diacono e subito dopo anche assistente di padre Giulio.

La parrocchia dove ho cominciato le mie funzioni da diacono non era molto frequentata, si trovava in un quartiere periferico di Catania, città che non avevo mai davvero bene conosciuto, ma tutto sommato mi sono sempre trovato bene, nonostante le storie difficili che si raccontavano in quartiere.

Tra le molte persone che frequentavano la chiesa, c’era pure una coppia di sposini, Alessia e Gaetano. Avevano tanta voglia di vivere e, essendo quasi coetanei, facemmo amicizia sin da subito.

Conoscevano da tempo padre Giulio, che aveva pure fatto il corso pre-matrimoniale di coppia. Si raccontavano molte storie di questa giovane coppia, si diceva che facessero festini hot all’interno della loro casa. La gente di chiesa che frequentava la parrocchia non tollerava tali pratiche e quindi a volte li escludeva.

Io, sentendo tutto questo, cerco di parlare ad Alessia e Gaetano, per farmi spiegare se c’è qualcosa di vero in tutto quello che raccontano, ma loro negano, spaventati dalla risposta che avrebbero potuto dare, ma io non ci vedevo per niente chiaro, avevo notato nei loro occhi la paura di dire la verità.

Alessia si confessava spesso con padre Giulio e sicuramente lui sapeva qualcosa di queste pratiche, e forse la giovane donna utilizzava la cabina per le confessioni proprio per esporre i suoi peccati carnali. Ma, ovviamente, padre Giulio non mi avrebbe mai confidato ciò che i fedeli dicono durante il segreto confessorio e, perciò, escogito uno stratagemma: mi fingo padre Giulio e confesso io Alessia.

Una sconvolgente confessione

Di solito Alessia si confessa quasi sempre il lunedì pomeriggio, forse per chiedere perdono per i peccati consumati durante il week-end. Io attendevo fuori dalla chiesa e, quando la vedo arrivare in lontananza, corro dritto in confessorio per evitare che la donna chiamasse padre Giulio.

Il confessionale del cuckold con il prete che ci guarda
Il confessionale dove Alessia mi ha confessato tutte le sue avventure sessuali con Giulio, fino al culmine, il Cuckold Anale.

Camuffando la mia voce, chiamo Alessia direttamente dall’interno della cabina, le dico di entrare pure.

Lei, sorpresa, entra e mi domanda come facessi a sapere che sarebbe arrivata, e io rispondo che avevo da poco confessato un’altra fedele e l’avevo vista entrare in chiesa.

Per i diaconi è vietato ascoltare le confessioni, solo se si arriva al sacerdozio lo si può fare, ma io ero troppo curioso. Lei comincia a recitare le sue preghiere e quasi commossa comincia a parlare di ciò che era successo lo scorso week-end.

Io rimango in silenzio, mentre lei esordisce dicendo che questa volta, lei e Giulio, hanno fatto una cosa molto più grave delle scorse volte. Io, nel frattempo, cercavo di parlare meno volte possibile, per non farmi scoprire dalla voce. Lei continua il suo discorso e racconta dei particolari davvero piccanti.

Mi confessa che questa volta non hanno organizzato un festino sessuale dove si faceva sesso tutti insieme, con i rispettivi mariti e le rispettive mogli, ma hanno voluto trasgredire e praticare un cuckold anale. Io, incuriosito ma conscio della cosa, le chiedo di cosa si trattasse, e lei ribatté dicendo che era una pratica che aveva scoperto Gaetano, e che inspiegabilmente lo eccitava. Si trattava di osservare la propria partner mentre lei faceva sesso con un’altra persona.

Io rimango incredulo del racconto, da lei proprio non me lo aspettavo e le chiedo maggiori dettagli. E lei continuò dicendo che suo marito si eccitava da morire a vederla fare sesso con altri, quella sera lo fece con ben tre uomini diversi e la cosa le piacque molto e a suo marito molto di più. Addirittura mi racconto che ingoiò lo sperma da tutti e tre gli uomini e pure dal marito che si masturbava osservando.

Io la blocco quasi gridando e lei purtroppo si accorge che a confessarla non era padre Giulio, ma un semplice diacono. Lei si arrabbia e minaccia di raccontare tutto a padre Giulio, ma io la dissuado, dicendole che volevo solo esercitarmi nella pratica della confessione e, quindi, per farmi perdonare le chiedo di prendere un caffè o qualcos’altro assieme, per parlare.

Cuckold in chiesa col prete che ci guarda

Io e Alessia usciamo dalla chiesa, e ci precipitiamo in un bar, per prendere qualcosa e parlare. Lei, a quel punto, visto che già sapevo tutto, mi confessa altre cose che mi hanno letteralmente scioccato: il marito, dopo l’esperienza positiva del cuckold, voleva rifarlo ogni volta che ci fosse stata occasione.

Io, quindi, le dico di non raccontare queste cose in pubblico e, allora, lei mi invita a parlare a casa sua. Io accetto e, arrivati a destinazione, continua a raccontare le sue esperienze sessuali molto piccanti.

I miei ormoni da ragazzaccio si risvegliano, e non riesco più a trattenermi, dai miei pantaloni si comincia ad intravedere un’erezione e, subito dopo, non capisco più niente e la bacio.

Lei inizialmente fa una faccia stupita ma, subito dopo, ricambia il bacio, e da lì non riusciamo più a fermarci, senza rendercene conto, nel giro di pochi minuti eravamo già nudi e lei mi stava praticando un pompino. Era davvero brava e, quindi, decido di leccarle la fica.

Era da circa tre anni che non facevo più sesso con nessuno e, infatti, dopo nemmeno tre minuti dopo averle infilato il mio cazzo nella fica, esco e le vengo sulla schiena. Ma a quel punto succede l’incredibile: subito dopo la mia sborrata entra in camera Gaetano, noi non c’eravamo accorti e non avevamo sentito il suo ingresso in casa. Lui non era per niente arrabbiato e, anzi, esclama ‘ecco, perfetto, stavo pensando proprio a Giovanni per il nostro prossimo cuckold’.

Alessia cerca di scusarsi, ma Giovanni era serio, la cosa non gli interessava, anzi, voleva davvero che io e Alessia facessimo sesso mentre lui guardava, ma avanza una proposta ancora più incredibile: vuole che la cosa si svolga in chiesa.

Io rifiuto violentemente, ma lui mi ricatta dicendomi che se non lo avessi fatto avrebbe raccontato tutto a padre Giulio e, quindi, sono costretto ad accettare.

La mattina dopo ci diamo appuntamento in chiesa, in un orario in cui di solito padre Giulio non è presente. Lei si presenta già con abito molto provocante, io vestito con l’abito da diacono, perché nella fantasia sessuale escogitata da Gaetano io dovevo fare sesso solo con quella addosso.

Cominciamo a fare sesso, lei era davvero una macchina da sesso e si eccitava dopo poco tempo. Comincia a cavalcarmi in maniera assurda, poi ci mettiamo nella posizione della missionaria e lei non resiste più e squirta nel pavimento della chiesa.

Io ero ormai diventato il vecchio Giovanni, con la voglia sessuale di un ragazzo eccitato. Comincio a sfondarle anche il culo, lei, sorpresa dalla mossa, si eccita ancora di più e viene per la seconda volta, mentre il marito si masturbava seduto su una panca della chiesa.
Ma all’improvviso, alzando lo sguardo, noto che c’era un’altra persona che ci osservava, e osservando bene mi accorgo che era padre Giulio.

Io proprio in quel momento sborro all’interno del culo di Alessia, e mi fermo impaurito.
Ma Giovanni mi rassicura dicendo che, in verità, padre Giulio sapeva tutto e aveva organizzato tutto lui. Inoltre, il parroco, parlando con me, mi precisò che, se avessi voluto continuare a praticare in quella chiesa avrei dovuto continuare a dare spettacolo con Alessia, mentre lui e Gaetano facevano da spettatori.